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Le modalità di accesso alla pensione

Le modalità di accesso alla pensione

La normativa italiana in materia previdenziale, prevede molteplici modalità di accesso alla pensione, a seconda della propria posizione contributiva. Per tale motivo, è importante affidarsi al Patronato Inas Cisl per conoscere al meglio le possibilità di accesso alla pensione. Di seguito sono elencate le principali tipologie di pensione.

NOTA BENE  Le notizie di seguito riportate sono da intendersi puramente di carattere informativo e non certificativo.

Pensione Anticipata (ex pensione di Anzianità)

La pensione anticipata viene erogata al raggiungimento di una determinata anzianità contributiva. Tali requisiti sono innalzati gradualmente in base all’incremento dell’aspettativa di vita. Non è richiesta un’età minima per poter accedere al pensionamento.

 ANNI DI RIFERIMENTO  ANNI CONTRIBUTI UOMINI  ANNI CONTRIBUTI DONNE
Dal 2019 al 2026  42 anni + 10 mesi  41 anni + 10 mesi
  + 3 MESI DI FINESTRA + 3 MESI DI FINESTRA

Pensione di Vecchiaia

La pensione di vecchiaia viene erogata al raggiungimento di almeno 20 anni di contributi* e al compimento di una determinata età: i requisiti anagrafici sono innalzati gradualmente in base all’incremento dell’aspettativa di vita.

 ANNI DI RIFERIMENTO ETA’ UOMINI
settore privato e pubblico
ETA’ DONNE
settore pubblico
ETA’ DONNE
settore privato DIPENDENTI
ETA’ DONNE
settore privato AUTONOME
Dal 2016 al 2017  66 anni + 7 mesi  66 anni + 7 mesi  65 anni + 7 mesi  66 anni + 1 mesi
2018**  66 anni + 7 mesi  66 anni + 7 mesi  66 anni + 7 mesi  66 anni + 7 mesi
Dal 2019 al 2020**  67 anni  67 anni  67 anni  67 anni
Dal 2021 al 2022**  67 anni + 3 mesi  67 anni + 3 mesi  67 anni + 3 mesi  67 anni + 3 mesi
Dal 2023 al 2024**  67 anni + 5 mesi 67 anni + 5 mesi  67 anni + 5 mesi  67 anni + 5 mesi 
*  Ridotti a 15 anni in determinate situazioni (es.: con 15 anni di contributi maturati entro il 31/12/1992; autorizzazione ai versamenti volontari entro il 31/12/1992; con almeno 25 anni di assicurazione e occupazione per almeno 10 anni per periodi di meno di 52 settimane annue).

Pensione in Totalizzazione

I lavoratori con contributi accreditati in gestioni previdenziali diverse, per poter accedere alla pensione, possono utilizzare il sistema della totalizzazione per unificare tali periodi in modo gratuito ed ottenere un’unica pensione. La pensione di vecchiaia in totalizzazione viene erogata al raggiungimento di almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata in totalizzazione, non richiede un requisito anagrafico ma solo contributivo. L’intera pensione viene calcolata con un sistema contributivo puro.

ANNI DI RIFERIMENTO PENSIONE DI
VECCHIAIA – ETA’
PENSIONE
ANTICIPATA – CONTRIBUTI
Dal 2016 al 2018  65 anni + 7 mesi  40 anni + 7 mesi
Dal 2019 al 2020** 66 anni  41 anni
Da aggiungere –>  + 21 mesi di finestra  + 21 mesi di finestra

Pensione Computo gestione separata D.M. 282/96

I lavoratori iscritti alla gestione separata e in altre forme previdenziali, possono chiedere un unico trattamento pensionistico grazie al computo della gestione separata D.M. 282/96 che permette l’accesso alla pensione con dei requisiti inferiori rispetto alla pensione anticipa e di vecchiaia ma, con il vincolo di un importo soglia. L’intera pensione viene calcolata con un sistema contributivo puro.

ANNI DI RIFERIMENTO PENSIONE DI
VECCHIAIA – ETA
PENSIONE DI
VECCHIAIA – ETA’
PENSIONE
ANTICIPATA ETA’ + CONTRIBUTI
PENSIONE
ANTICIPATA – CONTRIBUTI
 Dal 2016 al 2018  66 anni + 7 mesi  70 anni + 7 mesi  63 anni + 7 mesi  42 anni + 10 mesi  41 anni + 10 mesi
 Dal 2019 al 2020**  66 anni + 11 mesi  70 anni + 11 mesi  63 anni + 11 mesi  43 anni + 2 mesi  42 anni + 2 mesi
 Ulteriore requisito Importo pensione 1,5
volte l’assegno sociale
Minimo 5 anni di
contribuzione effettiva 
Almeno 20 anni di contributi
+ Importo pensione 2,8 volte
l’assegno sociale 
^
Uomini 
^
Donne 
**REQUISITO PRESUNTO   Dal 2019 in poi, gli ulteriori adeguamenti rispetto all’incremento della speranza di vita, sono previsionali.

Pensione Quota 100

Dal 2019 al 2021, per chi è  in possesso di almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi possibilità di accedere alla pensione con la c.d. Quota 100.

Pensione Opzione Donna

Per le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2018 hanno maturato i requisiti come da tabella seguente, hanno la possibilità di accedere alla pensione con anni di anticipo rispetto alla normativa attuale, a patto di scegliere un calcolo puro contributivo della pensione.

 DONNE DIPENDENTI  DONNE AUTONOME
 35 anni di contributi  35 anni di contributi
 58 anni di età  59 anni di età
 + 12 mesi di finestra  + 18 mesi di finestra

Pensione in cumulo L. 228/2012 e L. 232/2016

Dal 2017 i soggetti titolari di più posizioni assicurative (Es. Inps, Ex-Inpdap, Gestione Separata, Casse professionali, etc.), possono cumulare gratuitamente i periodi contributivi non coincidenti per raggiungere anche il diritto alla pensione anticipata (per la vecchiaia era già possibile) secondo i requisiti previsti dalla L. 214/11. Le quote pensionistiche vengono determinate in base alle regole previste da ciascun ordinamento e per l’individuazione del sistema di calcolo si tiene conto di tutti i periodi assicurativi non coincidenti. Tale normativa salvaguardia le quote retributive della pensione. I requisiti di contribuzione e di età sono quelli previsti per la pensione anticipata e di vecchiaia di cui sopra.

Vedi la Circolare Inps n. 140 del 12/10/2017

Beneficio lavori usuranti D.Lgs. 167/2011

Possono presentare domanda i lavoratori dipendenti sia del settore privato che del pubblico impiego che abbiano svolto nell’arco della propria vita lavorativa attività riconducibili alle seguenti categorie:
– Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti (vedi elenco lavori usuranti a piè di pagina)
– Lavoratori notturni
– Lavoratori impegnati in attività caratterizzate da ripetizioni costanti

Requisiti dal 2016 al 2018

Per godere del beneficio di anticipo della decorrenza di pensione, è richiesto che l’attività sia svolta per almeno 7 anni, negli ultimi dieci anni di attività lavorativa oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva. Per richiedere tale beneficio, i lavoratori devono presentare una domanda all’Inps. Tale richiesta, non è da confondere con la domanda di pensione che verrà presentata solo quando l’Inps invierà l’accoglimento del riconoscimento di beneficio.

Requisiti generalità lavoratori
addetti ad attività usuranti
Requisiti lavoratori turni notturni:
da 64 a 71 notti per anno
Requisiti lavoratori turni notturni:
da 72 a 77 notti per anno

Dipendenti Quota 97,6
61 anni e 7 mesi di età 
35 anni di contributi

Dipendenti Quota 99,6
63 anni e 7 mesi di età 
35 anni di contributi
Dipendenti Quota 98,6
62 anni e 7 mesi di età 
35 anni di contributi
Autonomi Quota 98,6
62 anni e 7 mesi di età
35 anni di contributi
Autonomi Quota 100,6
64 anni e 7 mesi di età
35 anni di contributi
Autonomi Quota 99,6
63 anni e 7 mesi di età
35 anni di contributi

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei suddetti requisiti, previo invio della domanda di pensione.

Ape Social (termina il 31/12/2018)

Domanda di accesso al beneficio entro il 31/03/2018 o entro il 15/07/2018
(le domande presentate dal 01/04/2018 e dal 16/07/2018 e comunque entro il 30/11/2018, verranno prese in considerazione nel limite delle risorse finanziarie residue)

Per i lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi con almeno 63 anni di età è possibile anticipare l’età per la pensione di vecchiaia se in possesso di determinati requisiti. Tali soggetti devono cessare qualsiasi attività lavorativa e non essere titolari di pensioni dirette. L’importo massimo dell’assegno erogabile è pari a 1.500 € mensili corrisposto per 12 mensilità. Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto, si tiene conto di tutta la contribuzione, versata a qualsiasi titolo presso l’Ago, le forme sostitutive ed esclusive ed alla Gestione Separata.

Requisiti (per chiedere il beneficio bisogna essere in possesso di almeno uno dei requisiti seguenti)

1. Stato di disoccupazione
Lavoratori con contratto a tempo indeterminato, disoccupati per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, che abbiano cessato di usufruire della disoccupazione da almeno 3 mesi. Inoltre, possono presentare domanda anche coloro che erano assunti con contratto a termine a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione di disoccupazione loro spettante. Minimo 30 anni di contribuzione.
(Ai fini dell’accoglimento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio, lo svolgimento, successivamente al termine della prestazione di disoccupazione, di attività lavorativa che non determini il venir meno dello status di disoccupazione non sospende il decorso dei predetti tre mesi.)

2. Assistenza ad un familiare con L. 104/92
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ex art.3, c.3, L.104/92 (coniuge, persona in unione civile o parente di 1° grado). Minimo 30 anni di contribuzione.

3. Grado di invalidità civile con punteggio di almeno il 74%
Lavoratori con riconoscimento dell’invalidità civile pari ad almeno il 74%. Minimo 30 anni di contribuzione.

4. Svolgimento di lavori c.d. gravosi (vedi elenco a piè di pagina)
Lavoratori dipendenti che svolgono attività pesanti da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette (anche non in maniera continuativa), alla data della domanda di accesso all’APE o che svolgono lavori usuranti di cui D.lgs n. 67/2011. Minimo 36 anni di contribuzione.
(Ai fini del computo dei sette anni o dei sei anni di svolgimento di attività c.d. gravosa, si prendono in considerazione i periodi coperti da contribuzione obbligatoria riferita all’attività c.d. gravosa e i periodi in cui è stata accreditata contribuzione figurativa per eventi verificatesi in costanza del rapporto di lavoro con svolgimento di attività c.d. gravosa (ad esempio, malattia, maternità nel rapporto di lavoro, etc.).
Vedi la Circolare Inps n. 34 del 23 febbraio 2018

Ape Volontaria (termina il 31/12/2018)

Per i lavoratori del settore privato e pubblico (anche per i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione sparata) con almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi è possibile anticipare l’età per la pensione di vecchiaia, tramite un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità. Ulteriore requisito è quello di avere come importo della pensione, al netto della rata di ammortamento, un valore pari ad almeno l’1,4 volte il trattamento minimo Inps (circa 703,00 € mensili).

Il prestito
Il prestito è erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative scelti tra quelli che aderiscono agli accordi quadro da stipulare con i ministeri competenti. Il prestito, viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’Inps direttamente sul pagamento di ciascuna mensilità, inclusa la tredicesima. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione e si completa dopo 20 anni dal pensionamento. È comunque prevista la possibilità di estinzione anticipata del prestito.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. In caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni. Le somme erogate a titolo di prestito non concorrono a formare reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Alle somme erogate a titolo di APE si applica il tasso di interesse e il premio assicurativo relativo all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza previsti dagli appositi accordi quadro.

Vedi la Circolare Inps n. 28 del 13 febbraio 2018

Precoci

Per i lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi  a cui si applichi il sistema di calcolo retributivo o misto, con almeno 41 anni di contributi (senza vincoli di età) è possibile accedere alla pensione con alcuni anni di anticipo rispetto a quelli richiesti dalla L. 214/2011. Tali soggetti devono però avere almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro, precedenti il compimento del diciannovesimo anno di età. L’importo è pari a quello della pensione maturata al momento in cui si presenta la domanda (non ci sono penalizzazioni). Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto, si tiene conto di tutta la contribuzione, versata a qualsiasi titolo presso l’Ago, le forme sostitutive ed esclusive ed alla Gestione Separata.

PERIODO  CONTRIBUTI NECESSARI
2018  41 anni di contributi
Dal 2019 al 2020  41 anni + 5 mesi di contributi
 Dal 2021 al 2022  41 anni + 8 mesi di contributi
equisiti (per chiedere il beneficio bisogna essere in possesso di almeno uno dei requisiti seguenti)

1. Stato di disoccupazione
Lavoratori disoccupati (per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale), che abbiano cessato di usufruire della disoccupazione da almeno 3 mesi.
(Ai fini dell’accoglimento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio, lo svolgimento, successivamente al termine della prestazione di disoccupazione, di attività lavorativa che non determini il venir meno dello status di disoccupazione non sospende il decorso dei predetti tre mesi.)

2. Assistenza ad un familiare con L. 104/92
Lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ex art.3, c.3, L.104/92 (coniuge, persona in unione civile o parente di 1° grado).

3. Grado di invalidità civile con punteggio di almeno il 74%
Lavoratori con riconoscimento dell’invalidità civile pari ad almeno il 74%.

4. Svolgimento di lavori c.d. gravosi o usuranti (vedi elenco a piè di pagina)
Lavoratori dipendenti che svolgono attività pesanti da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette (anche non in maniera continuativa), alla data della domanda di accesso all’APE o che svolgono lavori usuranti di cui D.lgs n. 67/2011.
(Ai fini del computo dei sette anni o dei sei anni di svolgimento di attività c.d. gravosa, si prendono in considerazione i periodi coperti da contribuzione obbligatoria riferita all’attività c.d. gravosa e i periodi in cui è stata accreditata contribuzione figurativa per eventi verificatesi in costanza del rapporto di lavoro con svolgimento di attività c.d. gravosa (ad esempio, malattia, maternità nel rapporto di lavoro, etc.).
Vedi la Circolare Inps n. 33 del 23 febbraio 2018

 

ELENCO LAVORI GRAVOSI L. 232/2016 E L. 205/2017

Per le specifiche di ogni categoria vedi allegato A del decreto Ministero del Lavoro n. 367 del 05/02/2018

Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici.
> Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni.
> Conciatori di pelli e pellicce.
> Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante.
> Conduttori di mezzi pesanti e camion.
> Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni.
> Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza.
> Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido.
> Facchini addetti allo spostamento merci e assimilati.
> Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia.
> Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
> Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca.*
> Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative.
> Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nell’ambito di applicazione del decreto legislativo n. 67 del 2011.
> Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

*Per questa categoria di lavoratori, per avere riconosciuto un anno intero di contributi, è sufficiente avere almeno 156 contributi giornalieri. Ai fini del computo delle 156 giornate di lavoro agricolo, sono utili anche i periodi in cui è stata accreditata contribuzione figurativa per eventi che presuppongono comunque la permanenza del rapporto di lavoro.

ELENCO LAVORI USURANTI D.LGS. 167/2011

> Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui al DM 19 maggio 1999.
> Lavoratori notturni nelle seguenti categorie: 1. Lavoratori a turni che prestano la loro attività nel periodo notturno. 2. Al di fuori dei casi al numero 1 lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo. C. lavoratori addetti a lavorazioni a catena. D. conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a 9 posti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

CONTATTA IL PATRONATO INAS CISL PER I CONTEGGI DELLA TUA PENSIONE